In breve
mTOR è una chinasi che funge da sensore centrale di nutrienti ed energia, attivando la crescita e la sintesi proteica quando c'è abbondanza e frenando l'autofagia.
mTOR (dall'inglese mechanistic target of rapamycin) forma due complessi, mTORC1 e mTORC2, che integrano segnali di aminoacidi, glucosio e fattori di crescita per decidere se la cellula deve crescere, dividersi e produrre proteine, oppure dare priorità alla manutenzione e alla riparazione. Quando mTORC1 è molto attivo, sopprime l'autofagia; quando la sua attività cala, l'autofagia aumenta.
Il farmaco che gli dà il nome, la rapamicina, lo inibisce. Negli studi sui topi — incluso il programma di test sugli interventi dell'Istituto Nazionale sull'Invecchiamento statunitense (National Institute on Aging) — la rapamicina è tra gli interventi che più costantemente allungano la vita e la salute, anche se somministrata quando l'animale è già anziano.
Nell'uomo, la rapamicina e i suoi derivati (rapaloghi come everolimus) sono usati da decenni come immunosoppressori nei trapianti e come farmaci oncologici, sempre su prescrizione e sotto controllo medico per il loro effetto sul sistema immunitario. Uno studio su persone anziane con basse dosi di un rapalogo ha mostrato una migliore risposta al vaccino antinfluenzale, un risultato interessante sulla funzione immunitaria, ma non la prova che si viva più a lungo. In Italia, qualsiasi uso di un inibitore di mTOR richiede ricetta e supervisione secondo le indicazioni approvate dall'AIFA; l'uso "off-label" per la longevità non è approvato in nessun paese.
Da ricordare
- Sensore di nutrienti: molta attività = crescita; poca attività = riparazione e autofagia
- L'inibizione con rapamicina è tra gli interventi più riproducibili nei topi
- In Italia è un farmaco su prescrizione (AIFA); non esiste un'indicazione per la longevità approvata